venerdì 17 gennaio 2014

articolo intervista di Francesca Ancona di L'INCROCIO di Anna Cibotti

L’INCROCIO DI ANNA CIBOTTI



UN INATTESO E IMPROVVISO BIVIO, UNA RAPPRESENTAZIONE METAFORICA DELLA VITA DI OGGI E DELLA SUA NUOVA ESPRESSIONE SOCIALE, UMANA. INTERVISTA ALL’AUTRICE DE L’INCROCIO, UNA STRANA STORIA, POI NON COSI’ TANTO STRANA…

Articolo intervista di Francesca Ancona
l'incrocio-anna-cibotti

Il mio libro vuole raccontare una storia irreale che ha comunque nella vita un riscontro possibile.

Anna Cibotti
Fermarsi ad un incrocio, bloccarsi all’improvviso e vedere che non si è soli, ci sono altre persone ferme come te, persone che non hai mai visto prima, eppure…Ecco come ha inizio la storia narrata da Anna Cibotti, penna riflessiva e onirica, ne L’incrocio, il suo ultimo libro. A volte è il fato a scegliere e non lo fa per caso, c’è uno strano e misterioso disegno nelle scelte del fato, che si rivela sempre dopo, a cose avvenute. I personaggi di questo racconto si pongono inizialmente delle domande, le stesse; perchè fermarsi proprio qui, perchè fermarsi proprio noi, chi siamo noi chi sono gli altri, qual’è il legame tra noi? E poi la conseguente convivialità, socialità improvvisa e quasi obbligata, la condivisione dello stesso luogo, tempo, stato reale o irreale e inevitabilmente, per ultima, la confessione, come un fiume incessante.
Si guarda l’estraneo, o il compagno del momento, come fosse il riflesso di noi, lo specchio a cui raccontare di noi. L’esigenza di rivelare e buttare fuori le paure, le insicurezze, l’inconscio, fardello pesante che invisibilmente trasciniamo ogni giorno ovunque andiamo. Anna Cibotti è maestra nel mettere fuori l’animo umano, psicologa e investigatrice dell’io più celato e in questo romanzo espone perfettamente un concetto tanto in voga oggi (tramite i nuovi media, i social web), l’esigenza del raccontarsi a chiunque, va bene comunque, l’importante è mettere a nudo se stessi. Il confronto con gli altri è sempre stata esigenza dell’uomo, ma oggi è qualcosa di più, che va a sfiorare l’ego più alto, forse, semplicemente, il bisogno di dimostrare che si è vivi.

IL PARERE DEL DIRETTORE

Un romanzo breve o un lungo racconto. Un libro da collezionisti. Una chicca, pura poesia. Un testo teatrale. Emoziona, fa riflettere. Da tenere come una cosa preziosa. Indimenticabile.

L’INTERVISTA

1) Anna Cibotti, scrittrice introspettiva e particolare, ma anche pittrice. Queste due passioni come le leghi, sono una il riflesso dell’altra?
Sì, sono l’una il completamento dell’altra. Quando dipingo esprimo il sentimento e la passione, quando scrivo invece la parte razionale e mentale di me che crea e costruisce racconti e poesie.
2) Tanti bellissimi racconti e questo nuovo romanzo breve, «L’incrocio», forse anche un bivio a cui tu sei arrivata?
L’incrocio è per me una partenza… un bivio dove si sosta obbligatoriamente per decidere quale strada prendere, giusta o sbagliata, ma ponderata e scelta.
3) Questo romanzo surreale mette in rilievo l’esigenza di confessare, comunicare agli altri, cosa tanto in voga oggi, l’espressione del nostro tempo (vedere il successo dei social network). Perché abbiamo così bisogno di aprirci agli altri, anche a chi non conosciamo, quasi ad occhi bendati?
Quando ci apriamo agli altri e raccontiamo di noi, parliamo infine a noi stessi. I social servono ad aprirci senza pudore o, quasi, a mistificare la nostra personalità, per un inconscio bisogno di apparire quelli che in fondo non siamo o che vorremmo essere.
4) Questi personaggi, i protagonisti del tuo romanzo, molto diversi fra loro, s’incontrano per caso ad un incrocio stradale, condividono un periodo e poi si dividono nuovamente. Cos’hai voluto esprimere e che rapporto hai col destino, ci credi o meno?
I protagonisti del mio romanzo si raccontano nel loro incontro forzato le paure e le storie vissute per trovare negli altri una risposta che non potranno mai avere. Se non la trovano nei loro stessi desideri nascosti, nessuno potrà mai spiegare l’arcano che fa loro vivere le tragedie inspiegabili che li accomuna. Può anche esserci un destino per ognuno di noi… ma come interpretarlo e indirizzarlo verso una strada o un’altra, penso, spetti alle scelte che ogni giorno facciamo. Noi siamo gli arbitri della nostra sorte!
5) Qual è infine la morale di questo romanzo?
La morale è che siamo dotati di un’energia vitale che senza un’attenta sensibilità non riusciamo a percepire… e invece ci sono cose al di fuori della nostra comprensione che si compiono vicino a noi, che possono cambiare la nostra vita. Proiezioni oniriche di desideri inconsci che si realizzano e che neghiamo alla nostra coscienza per crederli opere del destino. Niente è come sembra… mai!
6) Stai già pensando al tuo prossimo romanzo, sai di cosa tratterà?
L’ho già scritto. Non è un romanzo ma una raccolta di racconti e sarà pubblicato in primavera
7) Tra le due chi vince: l’Anna pittrice o l’Anna scrittrice, chi ti rappresenta meglio?
Mi rappresentano entrambe. L’Anna passionale col pennello e l’Anna razionale con la… penna!
8) La tua ultima opera pittorica, a quando risale e cosa rappresenta?
Ultimamente ho dipinto vari ritratti… mi piace cogliere nel viso e negli occhi un’espressione che vedo solo io.
anna-cibotti

1 commento:

  1. Grazie Francesca... non avresti potuto rappresentarmi meglio.
    E' una vera soddisfazione per chi scrive trovare anche solo un lettore che ama e comprende lo spirito che ha guidato la sua creazione.
    Leggere è meraviglioso e scrivere lasciando una piccola impronta è il sogno più grande.

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