domenica 13 aprile 2014

vi parlo di "L'UOMO CHE CORREVA VICINO AL MARE" di Ciro Pinto


L'UOMO CHE CORREVA VICINO AL MARE

di Ciro Pinto





Il verde dei tuoi occhi luccicava nella luce tenue delle lampade e si confondeva col verde della nostra edera.”

Giorgio, l'uomo che correva vicino al mare, affonda il suo sguardo nel ricordo degli occhi di lei, Eva, sua moglie.

Lui le parla continuamente fissando la sua foto, come a evocarne la presenza e condividere con lei il dolore dei suoi giorni resi vuoti dalla sua assenza.

E' la storia di un uomo reso fragile dalla perdita degli affetti più cari.

Ne rivive i momenti felici, gli errori inconsapevoli e la nostalgia del passato che toccano le corde della sua anima e ne lacerano la possibilità di quietarsi.

Anche il mare, il loro mare onnipresente, immobile sotto la sferza dell'aria gelida, pareva rispettare quel dolore finalmente affiorato alla superficie dell'anima dell'uomo che ogni giorno lo andava a trovare, che ogni giorno gli correva accanto per respirarne gli effluvi e rubargli l'immortalità.

Ma poi ritornava a parlare con lei... e gli occhi verdi di Eva sembravano spuntare da una foto in bianco e nero, vividi e lucenti...

E' una storia di vita.

Vera nel suo modo di essere raccontata e vera, ancor di più, nella maniera in cui è percepita.

Gli avvenimenti si susseguono nella vita di Giorgio e si evolvono drammaticamente tra momenti di ribellione, rinuncia e speranza.

Le paure insite nell'uomo che lo attanagliano quando gli anni avanzano fanno sembrare il passato quasi un'ancora di salvezza al proprio tormento.

Ma un futuro c'è sempre.

Anche tardi, anche quando la malattia e la morte sembrano gli unici compagni di strada... ormai.

L'autore ci porta a riflessioni profonde con una delicata ma incisiva narrazione, commovente e pura.

Dopo “Il problema di Ivana”, Ciro Pinto ci regala un altro libro dove la sua grande capacità di scrivere e una profonda sensibilità, lo rendono speciale come autore nel leggerlo, e come uomo nell'interpretarlo.




Il primo sole tingeva le onde silenziose nell'alba pallida, dove un'ombra scura e solitaria, si stagliava controluce attraversandone il raggio.

Io la conoscevo quell'ombra.

Era un uomo.

L'uomo che correva vicino al mare.

A. C.


martedì 8 aprile 2014

Commento su GWENDOLINE di Sauro Nieddu


Commento di GWUENDOLINE” di Sauro Nieddu



Trevor, il protagonista del libro, racconta in prima persona una parte della sua vita, frammenti, rispetto a quella già vissuta e che vivrà.

Nello spazio temporale in cui parla di se stesso come scrittore affermato di libri di successo firmati con diversi pseudonimi, si trova suo malgrado coinvolto in una scelta che potrebbe cambiare il destino dell'umanità.

Lui coscientemente la fa, ma un diario dove annota ogni cosa verrà letto da qualcuno e le conseguenze...

Non racconto altro della trama, ma mi soffermo alle riflessioni che ho fatto leggendo questo libro.

Il sogno conscio o no dell'uomo è quello di raggiungere l'immortalità.

In questa storia di fantascienza il desiderio si realizza, e nemmeno tanto lontano dagli anni che stiamo vivendo.

Ma vivere giorno dopo giorno accumulando esperienze nuove da aggiungere a quelle già provate, unite alla ripetitività del lavoro quotidiano, alla mancanza di paura della morte che ti fa amare così tanto la vita, può essere un sogno o un incubo?

L'autore descrive il suo stato di uomo “immortale” con insistente pedanteria dando un'idea palpabile del disagio di vivere descrivendo le sue giornate passate nei pub a bere birra dove singolari personaggi, quasi sempre gli stessi, sono il massimo dei suoi rapporti umani.

La storia è variegata e complessa ma l'autore fotografa una realtà deprimente dove neanche l'amore trova spazio per essere vissuto.

Gwendoline, come un miraggio che quando non sarà più tale... si ridurrà a un ricordo.

E di tempo per pensare ne avrà.

Le bolle enormi che Trevor ha destinato alle città importanti del mondo, non sono più grandi di quelle che porta dentro di sé...

Si schiuderanno mai?

Cari lettori, se una pillola potesse farlo, a quale età vorreste che si fermasse l'invecchiamento degli anni che passano?

Personalmente spero che questa fantascienza, non diventi mai scienza.

Leggendo Gwendoline... forse la penserete come me.

Complimenti all'autore che fa dire al suo personaggio che un libro di successo non deve superare le 200 pagine.

Beh, questo ne ha 275, ma si prenota per un posto al sole!


Anna Cibotti