giovedì 7 maggio 2015

Così parla ALLIE WALKER di "IL LAMENTO DELLA MEDUSA"

Mi fa sempre piacere quando una c...ollega espone al pubblico il frutto del proprio intelletto, perché credo che la miglior cosa che si possa fare di un proprio libro è quello di raccontarlo alla gente guardandola negli occhi.
Negli occhi puoi leggere le emozioni, puoi cogliere la gioia oppure la tristezza, oppure veder scendere quella lacrima, frutto di un addio come quello che recita Anna in una delle sue poesie. Ed è così dolce quella poesia tanto quanto l’amaro del racconto che segue: sepolta viva. Un racconto triste, a tratti surreale, una prosa asciutta, ma essenziale per comprendere tutto il senso di terrore della vittima.
Ogni poesia fa da incipit a un racconto. E ogni volta non sai cosa aspettarti. Il nero, le ombre, i lamenti, il buio della notte, il dolore, il tradimento e persino l’amore… tutti elementi dipinti con quel velo di noir che non è mai scontato e banale, anche se spesso surreale, ed esprimono o evocano il mondo dell’inconscio e della vita interiore.
Una raccolta da leggere circondati dal silenzio, in modo da immaginare quei suoni del noir che l’autrice ci “mostra”, per poi chiudere gli occhi e vedere dietro le palpebre chiuse le storie che ha narrato con uno stile quasi impeccabile per il genere che tratta, sporcato appena da tratti di prosa poetica che rendono il narrare quasi una lirica.
Non voglio dilungarmi oltre, ma voglio regalare ad Anna qualche mio verso, in modo da augurarle (si dice? Non porta sfortuna, vero!?) tutto il bene di questo mondo e tanti giorni come questi.


Della poesia
Oggi ho bisogno di poesia che strappi e laceri la mia anima, che ustioni il mio cuore, che mi faccia sentire ancora, che mi faccia volare, senza gravità, al di là di stelle, della vita dell'universo intero. Oggi ho bisogno di poesia per ricordarmi chi sono.
A.W.

Nessun commento:

Posta un commento